Breve storia

Prof. Raffaello Cortesini

La Società Italiana dei Trapianti d’Organo fu fondata per iniziativa dei Professori Paride Stefanini e Raffaello Cortesini nel luglio del 1966, dopo la realizzazione dei primi trapianti renali da parte di Pietro Valdoni il 26 aprile 1966 e da parte di Paride Stefanini, Raffaello Cortesini e Carlo Casciani il 3 maggio dello stesso anno. I trapianti eseguiti da Stefanini e dai suoi collaboratori furono i primi ad essere seguiti da successo. I tempi erano maturi per la formazione e la creazione della Societa’ dei Trapianti d’Organo. Stefanini e Cortesini si affrettarono a farla perche’ si andava delineando in altra sede la possibilita’ della creazione di una Societa’ di Dialisi e Trapianti che non aveva considerato affatto il lavoro preliminare svolto da loro in sede legislativa e programmatica. Il problema fu affrontato a tamburo battente come ricorderà anni dopo Stefanini, invitando in un caldo pomeriggio di estate nell’Auletta della II Clinica Chirurgica, 29 persone tra cui Pietro Valdoni, Ruggero Ceppellini, Ulrico Bracci, Gioacchino Nicolosi, Ettore Ruggieri, Piero Confortini, Piero Mazzoni, Beniamino Tesauro, Carlo Casciani e molti altri tra cui Lorenzini e Gibertini.
Cosi’ fu costituita la Societa’ dei Trapianti d’Organo.

Quali erano gli scopi di questa Società? All’Art. 2 è detto – “Lo scopo della Società è di facilitare lo scambio di dati scientifici a mezzo di riunioni e colloqui; di promuovere le ricerche; di favorire le conoscenze nel campo dei trapianti”. All’Art. 6 recita: “ Il Consiglio Direttivo può indire riunioni, incontri scientifici, corsi, seminari di gruppo, invitando personalità italiane e straniere competenti nel settore dei trapianti”.

Il primo Congresso della Società dei Trapianti d’Organo fu fatto a Roma, pochi mesi dopo la fondazione. E’ stato nel settembre 1967. E’ stato un pò come un incontro fra pochi amici e poche persone che avevano fede nel successo dell’iniziativa e si è parlato delle cose che erano sul tappeto di ordine piu’ pratico: la conservazione degli organi; l’istocompatibilità; il trattamento antirigetto. Furono presenti Jean Hamburger e Rudolph Pichlmayr.

Nel settembre dello stesso anno, dopo il Congresso della Società, vi fu a Vienna nell’ambito della Società Internazionale di Chirurgia una tavola Rotonda sui Trapianti d’Organo presieduta da Paride Stefanini e da James Hardy. Furono presentati parecchi lavori sperimentali sui trapianti di cuore dalla Scuola di Shumway e di Lower di Palo Alto e la conclusone che si trasse fu press’ a poco questa : che entro i prossimi dieci anni probabilmente si sarebbe potuto effettuare un trapianto clinico di cuore. Soltanto 3 mesi dopo, nel dicembre del’67, Barnard eseguiva il suo primo trapianto di cuore.

Questo dette una spinta enorme al progresso dei trapianti ed all’interesse non soltanto per i trapianti di cuore, ma per i trapianti di tutti gli organi; dette, inoltre una spinta formidabile alle norme di ordine legislativo che dovevano permettere il prelievo di organi in soggetti in coma irreversibile. Questo fu in quegli anni,1967-1969 l’oggetto dell’azione della Società Italiana dei Trapianti d’Organo. Nel 1968 si svolse a Sanremo il nostro II Congresso, che ebbe come tematica centrale la puntualizzazione e definizione della morte cerebrale che si concluse con la Carta di Sanremo in cui erano stabiliti i parametri necessari per la diagnosi di danno cerebrale irreversibile in soggetti in rianimazione per lesioni cerebrali primitive. La Carta stabiliva che non solo ci doveva essere l’elettroencefalogramma piatto, ma ci dovevano essere tutti i segni nuerologici di coma depassè. La Società si fece promotrice di una serie di azioni parlamentari e giuridiche che, dopo molti difficili anni, culminò con la Legge del dicembre 1975 che riconosceva la morte cerebrale. Come è ben noto il primo tentativo di prelievo a cuore battente eseguito dall’equipe del Policlinico Umberto I fu contestato e sottoposto ad inchiesta, che durò molti anni, dalla Magistratura romana sollecitata anche dagli avversari dei trapianti.

Durante questi anni la Società ebbe diversi Presidenti tra gli esponenti più in vista del mondo dei trapianti italiano. Ogni Congressso aveva un argomento centrale: nel 1969 il trapianto di cuore ed il cuore artificiale con J.P.Cacherà e con Domingo Liotta, inventore del primo cuore artificiale impiantato nell’uomo da Denton Cooley. Nel 1970 si fece il punto a Milano sul trapianto di rene. Nel 1972 a Fiuggi si parlò di trapianto di fegato e di fegato extra-corporeo. Tra i presenti David Hume, uno dei pionieri del trapianto di rene. Il Prof. Salvatore Donati fece uno straordinario Congresso a Varese con Barnard, Starzl e moltissimi grandi nomi internazionali. Poi il Congresso di Ancona nel 1974 con molti contributi italiani; in questo Congesso non furono invitati stranieri per dare più spazio agli italiani. Il Congresso del 1975 fu celebrato a Verona in cui si discussero i meccanismi del rigetto e la terapia immunosoppressiva nel trapianto di rene. Nel 1976 il Congresso si tenne in Puglia e furono molti gli stranieri invitati: Robert White per il trapianto di cervello, Bill Dobelle per l’occhio artificiale e moltissimi altri. Fu un memorabile Congresso perchè consacrò il grande sforzo fatto dalla Società per affermare contro un diffuso scetticismo di molti, sopratutto medici, la validità dei trapianti d’organo.

Dopo questo Congresso, la Società organizzò decine di Congressi in tutta Italia. Mentre la Presidenza si alternava con prestigiosi nomi (Carlo Casciani, Franco Mosca, Davide D’Amico e molti altri) Raffaello Cortesini rimase Segretario per molti anni e curò la pubblicazione degli Atti dei Congressi. Sotto l’egida della Società venne organizzato a Roma nel 1978 l’VIII Congresso della Transplantation Society che fu un grande riconoscimento alla trapiantologia italiana.

In conclusione il ruolo della Società Italiana dei Trapianti d’Organo è stato di straordinaria importanza per lo sviluppo della medicina in generale e dei trapianti in particolare inducendo una ondata di modernizzazione in tutte le strutture ospedaliere connesse ai trapianti ed inducendo una cambio di mentalità nei medici e nella società riguardo alla donazione di organi ed al trapianto.

Molto resta ancora da fare dal punto di vista scientifico ed organizzativo, ma la Società è ormai matura per nuovi progressi e nuovi successi.